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Vor­re­sti sen­tir­ti sem­pre in forma?

Chi non lo vor­reb­be, o lo vor­rà pri­ma o poi? Si trat­ta di de­ci­de­re se af­fi­dar­si u­ni­ca­men­te a mani e mez­zi e­ster­ni, mas­sag­gi e trat­ta­men­ti, cure e far­ma­ci vari, op­pu­re sin­to­niz­zar­si con la pro­pria po­ten­ziallità in­te­rio­re a quell´Onda-di-Vita la cui vi­bra­zio­ne as­som­ma un po­te­re che ge­ne­ra, a­li­men­ta e so­stie­ne da sem­pre la cre­sci­ta in ogni es­se­re del­la na­tu­ra, sen­za bi­so­gno di sur­ro­gati.
Non è per chi non cer­ca che so­lu­zio­ni co­mo­de, prêt-à-por­ter.
Per gli al­tri – chi fa da sé fa per tre – me­ri­ta una cer­ta me­di­ta­zione.
In fon­do non è una scel­ta dif­fi­ci­le, se si con­si­de­ra che non è e­sclu­si­va nè de­fi­ni­ti­va, men­tre la si può di­ret­ta­men­te spe­ri­men­tare.

Pri­ma di pro­ce­de­re, cre­do sia bene ri­ba­di­re le pre­mes­se che e­sclu­do­no ogni ten­sio­ne di fon­do, la nor­ma­le di­fe­sa da quan­do è in­val­sa a con­clu­de­re pre­sen­ta­zioni co­in­vol­gen­ti… la ri­chie­sta di un e­sbor­so, o di sot­to­scri­zio­ne o qual­si­vo­glia im­pe­gno. Il Web è pie­no di que­sta roba, pro­prio per la na­tu­ra dei suoi mez­zi e del­le sue trap­po­le vir­tuali.
Nul­la di tut­to ciò! le pa­gi­ne che stai sfo­glian­do sono di im­pron­ta e­di­to­ria­le, or­mai rara sul Web in quan­to non con­ten­go­no ban­ner, in­vi­ti a com­par­sa, pop-up, au­to­ma­ti­smi e truc­chi vari. Nem­me­no i cookies sono ri­chiesti. Que­sto non è un blog pre­fab­bri­ca­to, ma un do­mi­nio pro­prie­ta­rio cre­a­to ap­po­si­ta­men­te, ove non hai da far al­tro che leg­ge­re fino a che ti in­te­ressa.
Po­trai fru­i­re li­be­ra­men­te del­le mie in­di­ca­zio­ni, e sca­ri­ca­re un ca­pi­to­lo e­strat­to con le de­scri­zio­ni o­ri­gi­na­li ed ot­ti­mizzate dei pas­si da svol­ge­re, il cu­o­re dell´ar­go­men­to, e di come ri­partirli nel tem­po, se­con­do i cri­te­ri da me sug­ge­ri­ti, ma non ob­bli­ga­tori.
Se, pri­ma, o du­ran­te la pra­ti­ca vor­rai sa­per­ne di più sul­la mia in­ter­pre­ta­zio­ne di que­sta me­ra­vi­glia, sul­le o­ri­gi­ni ed i co­pio­si ri­fe­ri­men­ti e­so­te­ri­ci dei suoi con­te­nu­ti, po­trai ac­qui­sta­re li­be­ra­men­te il sag­gio in ebook, de­sti­nan­do l´im­por­to pre­vi­sto ad una per­so­na bi­so­gno­sa, in­di­vi­dua­ta e scel­ta da te, come av­vie­ne da anni.
Vi era pure un va­li­do post pres­so Wikipedia, piut­to­sto fun­zio­na­le e gra­di­to; ma è sta­to can­cel­la­to per sem­pre dal loro staff, a se­gui­to di un ac­ce­so (mo­ti­va­to) di­bat­ti­to in sede a­stro­lo­gi­ca - che non a­ve­va nien­te a che ve­de­re con i 5 Riti, ma era con­dot­to dal­lo stes­so au­to­re… Fun­zio­na così.
Vor­rei an­che pre­ci­sa­re che quan­to se­gue non com­porterà ul­te­rio­ri i­stru­zio­ni ri­spet­to alle tec­ni­che ba­si­la­ri, ma solo un ap­por­to in­te­gra­ti­vo di un im­pe­gno co­sta­to i­ni­zial­men­te più di due anni di in­ten­sa ap­pli­ca­zio­ne, tec­ni­ca, pro­fes­sio­na­le e di ri­cer­ca (2003-2005 a tem­po pie­no), e pa­rec­chio al­tro in se­gui­to… per es­se­re di nu­o­vo qua.

Si tratterà di una di­la­ta­zio­ne e di un ar­ric­chi­men­to dell´o­riz­zon­te co­gni­tivo.
Non ho in­ven­ta­to al­cun in­gre­dien­te da ag­giun­ge­re ai Riti tali e qua­li sono, che non ha ra­gio­ne di e­si­ste­re e di cui ti con­si­glio di dif­fi­da­re, po­i­ché truc­chi del ge­ne­re spun­ta­no come i fun­ghi, nell´hu­mus del­la spe­cu­la­zio­ne e­di­to­ria­le che pro­li­fi­ca da de­cen­ni su un tema di così va­sta ti­ra­tu­ra - e come tali a lun­go an­da­re sono pure ve­le­no­si, con­si­de­ra­to che al­lon­ta­na­no dal­la vera na­tu­ra dei 5 Riti, non­ché dal loro ef­fet­to rie­qui­li­brante in pro­fondità.
Che se poi in­di­ret­ta­men­te a­ves­si a­vu­to un tale pri­vi­le­gio, non lo ter­rei come sor­pre­sa fi­na­le per for­za­re al­cun ac­qui­sto.

Spe­ro di es­se­re sta­to ab­ba­stan­za chia­ro da poterti in­vi­ta­re a met­ter­ti co­mo­do­/a per pro­se­gui­re in to­ta­le, i­ne­gua­gliata di­sten­sione.

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Che i 5 Riti sia­no con­nes­si al ci­clo del­le 4 sta­gio­ni ed ai tra­di­zio­na­li quat­tro E­le­men­ti di tut­te le fi­lo­so­fie l´ho am­pia­men­te svi­lup­pa­to e di­mo­stra­to nel sag­gio di cui so­pra.
Come ho pre­mes­so, tratterò in que­sta sede solo ri­fles­sio­ni di ap­pro­fon­di­men­to, che do­vreb­be­ro tra­dur­si per i più at­ten­ti in mag­gio­re a­van­za­men­to sul ter­re­no re­a­liz­za­tivo.

Sem­bra trop­po l´ex­cur­sus in cui mi sono la­scia­to co­in­vol­ge­re, che non ha e­sclu­so per­si­no la so­lu­zio­ne ma­te­ma­ti­ca-ge­o­me­tri­ca del più im­por­tan­te dia­gram­ma-mandala co­no­sciu­to in que­sto e in al­tri mon­di, ma che nes­sun ma­te­ma­ti­co era mai riu­sci­to a trac­cia­re con e­sat­tez­za a di­spet­to di re­i­te­ra­te for­mu­la­zio­ni. Chiun­que si sia ci­men­ta­to, o ha de­si­sti­to o non si è reso con­to che pre­ten­de­re di i­mi­tar­lo a mano è im­pen­sa­bi­le - e da qui la mia ri­so­lu­zio­ne in an­te­pri­ma e­sclu­si­va. Tali ga­ran­zie di pre­ci­sio­ne ge­o­me­tri­ca, ben­ché a­vul­se dal no­stro tema, si ri­ve­le­ran­no es­sen­zia­li per ve­ri­fi­ca­re de­ter­mi­na­ti rap­por­ti tra le fi­gure.
Fig. 1 - trac­cia­to del pri­mo Sri yantra per­fet­to sul­la Ter­ra,
e­se­gui­to dal pro­get­to THEORY (scre­enshot: 7hx2DB164°1).
La scher­ma­ta da pro­gram­ma si può zu­ma­re fino al li­mi­te con­sen­ti­to dal si­ste­ma, man­te­nen­do sem­pre in­ci­den­ti i vari tre lati e­sat­ta­men­te in un solo pun­to | clicca × due e­sem­pi di li­vel­li 3 e 7 (­/30+).
Così ora si può, ed il pro­gram­ma è gra­tu­i­to e di­spo­ni­bi­le, an­che se è sol­tan­to un mez­zo per ri­solverne stru­men­tal­men­te l´e­sat­ta ge­o­me­tria di in­nu­me­re­vo­li mo­del­li, ma che non sve­la l´e­nig­ma del­la sua com­po­si­zio­ne i­de­ale.

Un´in­te­res­san­te pre­mes­sa a­iu­te­rà ad in­qua­dra­re cer­ti fat­tori.
Hai mai sen­ti­to par­la­re del­le spe­cia­li pro­prie­tà del­la Gran­de Pi­ra­mi­de di Giza? al suo in­ter­no nes­su­na so­stan­za si cor­rom­pe o de­grada.

Ogni pro­ces­so di de­com­po­si­zio­ne vie­ne i­ni­bi­to, come bloc­ca­to. Un cor­po mor­to mum­mi­fica na­tu­ral­men­te; ma quel che è più in­te­res­san­te, uno vivo o vi­ta­le si ri­ge­ne­ra ca­ri­candosi di e­ner­gia, sia che si tro­vas­se al suo gran­dio­so in­ter­no nel­la ca­me­ra ‘del re’, che (con ov­vie pro­por­zio­ni) la­scia­to al cen­tro di un mo­del­li­no di pi­ra­mi­de (in sca­la pre­ci­sa, i lati o­rien­ta­ti con la bus­so­la) ad 1­/3 del­la sua al­tez­za per al­me­no 12-24 ore; così pure ad es. un bic­chie­re di li­qui­do che vor­re­mo poi in­ge­ri­re. Ven­ne per­si­no de­po­si­ta­to un bre­vet­to (l´e­stro de­gli u­ma­ni!) che con­sen­ti­va di man­te­ne­re af­fi­la­ta una la­met­ta da bar­ba per set­ti­ma­ne, cosa che da gio­va­ne ho spe­ri­men­tato.
Non sarà ne­ces­sa­rio co­stru­ir­ne una, non ma­te­rial­men­te; di ciò co­mun­que, in rete si tro­ve­rà ogni no­ti­zia; e for­se ci ri­tor­ne­rò so­pra.
È solo un con­cet­to in­tro­dut­ti­vo ad un´a­stra­zio­ne, che do­vreb­be sin­te­tiz­za­re co­gni­zio­ni de­ri­va­te da anni di at­ten­zio­ne, e ren­der­le ra­pi­da­men­te as­si­mi­la­bi­li, nel­la for­ma più ef­fi­ca­ce, sia per la com­pren­sio­ne dei con­te­nu­ti che per la stes­sa pra­ti­ca dei 5 Riti.

Fig. 2 - spac­ca­to del­la Gran­de Pi­ra­mi­de di Giza
e se­quen­za dei cer­chi au­rei [nb: c0, c1, c2, c3]
– ov­ve­ro con i dia­me­tri in pro­gres­sio­ne phi –

Per­ciò nel cor­so del­la mia a­na­li­si ho as­sun­to la pi­ra­mi­de come sim­bo­lo por­tan­te del co­strut­to an­co­ra i­gno­to di que­sta nu­o­va di­sci­pli­na. L'ho an­che vi­sta e spe­ri­men­ta­ta, sia quel­la vera che di­ver­si mo­del­li da me co­stru­i­ti in car­to­ne pres­sa­to e poi ve­tro.
Pa­ral­le­lamente a quel­lo stu­dio, come un fio­re sboc­cia­to spon­ta­neo, la sin­go­la­re sco­per­ta e la di­mo­stra­zio­ne di un te­o­re­ma ge­o­me­tri­co sco­no­sciu­to, in­cen­tra­to nel caso spe­ci­fi­co sul­la Pi­ra­mi­de di Giza ac­cu­ra­ta­men­te e­splo­ra­ta e do­cu­men­ta­ta da un tec­ni­co ri­cer­ca­to­re che ha po­tu­to pi­lo­ta­re dei ro­bot al suo in­ter­no, ri­por­tandone le e­sat­te mi­su­ra­zioni.
Come si può ve­de­re, il pro­fi­lo di se­zio­ne del­la Pi­ra­mi­de, in blu nel suo sche­ma, è trac­cia­to in oro nel­la fi­gu­ra di THEORY, la cui so­lu­zio­ne glo­ba­le è im­per­nia­ta su di esso fin dall´i­ni­zio.
Non ba­sta; qua­si per in­can­to, pro­prio nel re­di­ge­re que­ste pa­gi­ne a cui ven­go so­spin­to a di­stan­za di anni, e­mer­ge una nu­o­va po­ten­zia­le se­rie di re­la­zio­ni all´in­ter­no del­lo stes­so tema, e le e­nuncerò qua, po­i­ché de­ri­van­ti da quan­to già ar­go­men­ta­to sui quat­tro E­le­men­ti nel mio sag­gio (come in fon­do la stes­sa ri­so­lu­zio­ne del­lo Sri yantra), tan­to da ri­ac­cen­de­re un i­nef­fa­bi­le cir­cu­i­to di e­spe­rienze.

L´IMPRONTA COSMICA DEI RITI

Quel­la che se­gue è la pe­nul­ti­ma pa­gi­na del li­bro, ma po­treb­be es­ser­ne la pri­ma, per sen­si­bi­liz­za­re l'at­ten­zio­ne ai quat­tro E­le­menti:
Nel cuore di quel diagramma chiamato Shri Yantra, cristallizzazione di Chakra Cosmico, vi è un Punto o Occhio, l’Origine, Bindu in Oriente, subito circoscritto da un Triangolo.
Nonostante si tratti della prima formazione di una figura autonoma a partire dal centro, essa abbisogna, per essere misurata, di altri quattro Triangoli, parti del mandala, la cui presenza ed estensione vale a delimitare, ed è limitata, dai confini dello spazio circolare che abbraccia l’esistente, cioè il Tutto. Tre di essi guardano in alto. Il quarto guarda in basso.

La Terra sta sotto; l’Aria sta sopra; il Fuoco sta al centro. l’Acqua sta sulla Terra, si me­scola al­l’Aria, contiene il Fuoco della vita.

ed in­tro­du­ce il gra­fi­co del re­tro di co­per­ti­na (sot­to) cu­o­re del­lo Sri Yantra (cfr. THEORY so­pra­stan­te), con in­te­gra­ta la se­zio­ne dell´in­ter­no del­la Gran­de Pi­ra­mi­de di Giza con i suoi cor­ri­doi e le stan­ze co­no­sciu­te (in bian­co):

In sin­te­si, sono sem­pre quat­tro gli ar­go­men­ti fon­danti, po­trei dire cru­cia­li, per com­por­re l´uno na­tu­ral­men­te. Lo stes­so vale per i no­stri Riti.

La rin­no­va­ta im­mer­sio­ne in que­sta te­ma­ti­ca dopo 9 anni mi sti­mo­la ora ad e­vi­den­zia­re la po­ten­zia­le re­la­zio­ne tra i 4 E­le­men­ti tra­di­zio­na­li e que­sti quat­tro trian­go­li all´in­ter­no del mandala THEORY ba­sa­to sul­la Gran­de Pi­ra­mide.
In bu­o­na so­stan­za, l´im­pian­to dei com­po­nen­ti il cu­o­re del chakra co­smi­co, po­treb­be di­panarsi in una mon­tan­te au­rea in ogni sen­so - e cioè an­che nel­la re­la­zio­ne tra gli e­le­men­ti, come del re­sto si ve­ri­fi­ca per i li­vel­li di par­ti­tu­ra au­rea del trac­cia­to, po­i­ché in re­al­tà il pro­ces­so è in­ver­so a come è de­scrit­to, cioè a dire e­splo­de dal cen­tro, la Sor­gen­te, un punto. (I co­lo­ri ca­sua­li in fig. ser­vo­no solo ad e­vi­den­zia­re i vari cam­pi con­cen­tri­ci. Se poi apri questo, lo guar­di bene e ti accorgi o ri­ce­vi l´im­pres­sio­ne che pul­sa, non è per a­ni­ma­zio­ne gra­fi­ca, es­sen­do un PDF [8Mb])

L´a­na­li­si ra­zio­na­le in­ve­ce par­te più a­ge­vol­men­te dal con­te­ni­to­re e­ster­no (il più pros­si­mo alla ma­te­ria che ci con­di­zio­na, am­mi­ni­stra­ta dal­le quat­tro por­te del­la cor­ni­ce - cfr.: Fi­gu­ra il­lu­stra­ti­va) per ri­sa­li­re a come pos­sa es­ser­si con­fi­gu­ra­to.
Va com­pre­so che gra­zie all´al­go­rit­mo che ho pre­di­spo­sto è pos­si­bi­le co­stru­i­re - per­si­no man­te­nen­do fis­sa la scel­ta del ‘gran­de’ trian­go­lo, come è di­mo­stra­to pres­so il sito eye-of-re­ve­la­tion.org - un nu­me­ro in­de­fi­ni­to di mo­del­li di­ver­si tra loro, tut­ti per­fet­ti ge­o­me­tri­camente; ma è le­ci­to sup­por­re che ten­de­rebbero ad una u­ni­ca i­de­a­le so­lu­zio­ne, la più e­qui­li­bra­ta nel­le aree di con­te­ni­men­to e dun­que nel­lo svi­lup­po ot­ti­ma­le, mol­to pro­ba­bil­mente co­a­diu­va­to dai rap­por­ti che a que­sto pun­to ab­bia­mo modo di sco­prire.
Re­tro di co­per­ti­na de “Il Se­gre­to dei 5 Riti Ti­be­ta­ni”
-clic- × I 4 cer­chi cir­co­scrit­ti ai trian­go­li co­sti­tu­en­ti
La re­la­zio­ne in i­po­te­si po­treb­be pure non ri­sol­ver­si al­tro che in un vez­zo let­te­ra­rio;
Fig. XX - in­ter­se­zio­ni
ma se vo­lessimo at­tri­bu­i­re del­le spe­ci­fi­ci­tà, non a­vrem­mo dif­fi­col­tà a rav­vi­sa­re la qua­li­tà av­vol­gen­te dell´Aria nel trian­go­lo mag­gio­re che tut­to so­vra­sta e con­tie­ne; quel­la di Ter­ra (gial­lo, sot­to) ed Ac­qua (blu) so­pra, che con­cor­ro­no a de­fi­ni­re la li­nea stes­sa che le de­marca, come dire la su­per­fi­ce ove la ter­ra e le ac­que si in­con­tra­no per­me­andosi, ne­ces­sa­ria a quel pe­ri­me­tro do­ra­to cen­tra­le, poi quel­la del Fu­o­co al loro cen­tro (ros­so), che sta­bi­li­sce le e­stre­mi­tà di quel­la li­nea di base del trian­go­lo il cui ver­ti­ce toc­che­rà la base bianca.

Sul­lo spun­to di quel­la co­per­ti­na ho to­sto trac­cia­to i cer­chi con­te­nen­ti cia­scu­no dei quat­tro trian­go­li in gio­co (cin­que con il pri­mo e­ster­no, quel­lo che con­tie­ne il pro­fi­lo pi­ra­mi­da­le e che non com­pa­re in fi­gu­ra; il pri­mo in­ter­no in oro pie­no è in­fat­ti quel­lo de­fi­ni­to da­gli al­tri quat­tro).

per poi al­li­nearli al cen­tro onde ve­ri­fi­ca­re quan­to po­tessero cor­ri­spon­de­re alla se­quen­za dei cer­chi au­rei:

Figura illustrativa
Il pri­mo ri­sul­ta­to ot­te­nu­to sul mo­del­lo di co­per­ti­na tut­ta­via non sa­reb­be sta­to af­fi­da­bi­le po­i­ché quel mo­del­lo non è per­fet­to, pur es­sen­do si­cu­ra­men­te il più ac­cu­ra­to tra tut­ti quel­la re­pe­ri­bi­li in rete. Esso è sta­to ge­ne­ra­to a mano (ram­men­to an­co­ra mol­te gior­na­te di ten­ta­ti­vi e mes­se a pun­to per ot­te­ne­re que­sto a lato con un sof­twa­re il­lu­stra­ti­vo) sei anni pri­ma che ri­solvessi l´e­nig­ma se­co­la­re con la sud­det­ta pro­ce­du­ra. È in­te­res­san­te an­che no­ta­re come in que­sta fi­gu­ra, che ri­pren­de lo sti­le tra­di­zio­na­le ti­be­ta­no nell´in­quar­ta­re il mandala, che i co­lo­ri ca­no­ni­ci at­tri­bu­i­ti alle aree del­le quat­tro por­te - qua­li spor­gen­ze e­ster­ne che de­li­ne­a­no una cro­ce - sug­ge­ri­sca­no come la pla­ni­me­tria con luce ed om­bra di una pi­ra­mi­de vi­sta dal­l´alto.

Mi ser­virò dun­que di un im­pian­to e­sat­to (lo stan­dard in pro­ce­du­ra cal­co­la un er­ro­re max. di -1.83284359e-011, an­che se que­ste im­ma­gi­ni sono ap­pros­si­ma­te al pi­xel), che non si­mu­la il pro­fi­lo pre­ci­so del­la G. Pi­ra­mi­de, ma più di al­tri già te­sta­ti si av­vi­ci­na alla se­quen­za au­rea; i quat­tro cer­chi trac­cia­ti in­tor­no ai ri­spet­ti­vi trian­go­li sono vi­si­bi­li nei co­lo­ri come so­pra; di poi, per ve­ri­fi­ca­re lo scar­to di cia­scu­no sono ri­por­ta­ti con­cen­tri­ci alla se­quen­za au­rea (qua in gri­gio-az­zur­ro, di cui ogni a­nel­lo è mar­ca­to da una linea ver­ti­ca­le che at­tra­ver­sa un pallino).
in­qua­dra­tu­ra dei 4 cer­chi cir­co­scrit­ti ai trian­go­li
clicca sull´im­ma­gi­ne × ve­de­re i cer­chi cen­tra­ti
clic – × raffrontarli ai cerchi in progressione aurea
Si nota su­bi­to che i due trian­go­li (gial­lo e blu) la cui fun­zio­ne in que­sta analsi è la dop­pia in­ter­se­zio­ne at­tra­ver­sa­ta dal­la base –su­pe­rio­re– del trian­go­lo cen­tra­le, pur es­sen­do vi­si­bil­men­te di­ver­si tra loro, sono cir­co­scrit­ti da cer­chi di di­men­sio­ne pres­so­ché u­gua­le e col­li­ma­no in modo si­gni­fi­ca­ti­vo con la 1ª ri­du­zio­ne au­rea c1.
ll trian­go­lo pri­mo, quel­lo cen­tra­le da de­fi­nir­si, sem­bra es­se­re una ri­du­zio­ne in sca­la 25% e ca­po­vol­ta del trian­go­lo mag­giore.
Quan­to al 4º cer­chio più in­ter­no, come la di­men­sio­ne del trian­go­lo ver­ti­ca­le che cir­co­scri­ve (ros­so-fu­o­co), sor­pren­den­te­men­te e­qui­la­te­ro, è pra­ti­ca­men­te ri­ma­sto in­va­ria­to in qua­si tut­te le pro­ve ef­fet­tua­te come fos­se im­mu­ta­bi­le nei dif­fe­ren­ti im­pian­ti te­sta­ti che più si avvicinano alle se­zio­ni cir­co­la­ri au­ree, e pre­sen­ta uno scar­to mi­ni­mo ri­spet­to al cir­co­lo au­reo c2; si nota al­tre­sì che il 5º cer­chio con­te­nen­te il trian­go­lo cen­tra­le così de­fi­ni­to es­sen­do più o meno tan­gen­te al cer­chio au­reo c3, sarà sem­pre ab­ba­stan­za più am­pio del c3.

Ciò non­diméno la cor­ri­spon­den­za, pur na­tu­ra­le in un re­ti­co­lo de­cre­scen­te, sem­bra fat­ta ap­po­sta per con­for­ta­re la sim­bo­lo­gia, sia au­rea che ar­mo­ni­ca, che ri­con­du­co ai 5 Riti (o vi­ce­versa).
Gli al­tri quat­tro trian­go­li in­fat­ti non se­guo­no la stes­sa mira au­rea, ma van­no per con­to pro­prio di­sco­stan­dosene in­di­pen­den­te­mente. Allo stesso tempo devo notare che pochi tra i modelli testati un po' al volo si avvicinano tanto a questa ‘magia’ per cui dovrò approfondire la tematica in sede di programmazione.

Pen­so sia que­sto che dob­bia­mo re­a­liz­za­re; “que­sto cosa”? chie­derete sor­pre­si. Ar­mo­niz­za­re, ar­mo­niz­zarsi; a pensarci meglio, è proprio così che avevo introdotto la ricerca sullo Sri yantra, citando in prima pagina le parole del Colonnello Bradford, e subito in seconda questo concetto in cinque lingue; sebbene allora ne intuissi le implicazioni assai meno di quanto l´oggi mi riservi.
A dirla tutta, ri­a­pri­re le pa­gi­ne di un la­vo­ro com­ple­ta­to nove anni fa e pre­sto ol­tre­pas­sa­to dall´in­ten­sa at­ti­vi­tà di pub­bli­ca­zio­ne di A­stroTime e da un´im­pe­gna­ti­va ri­cer­ca a­stro-si­smo­logica, è come un fla­sh-back ca­pa­ce di il­lu­mi­na­re quel tra­git­to con nuo­vi spot di come e di per­ché, nel modo più in­ten­so e sor­pren­den­te, quasi uno shock retroattivo che splen­de di rin­no­va­to con­se­gui­men­to, nell´at­te­sta­re la pre­sen­za del­la “Di­vi­na Pro­por­zio­ne” nel­lo yantra sen­za tem­po.
Allo stato del­la poca com­pren­sio­ne ter­re­stre di que­sta su­pre­ma pro­ie­zio­ne dia­gram­ma­tica, è e­vi­den­te che lo stu­dio in og­get­to po­treb­be ri­dur­si ad una sem­pli­ce di­va­ga­zio­ne per­so­na­le, più o meno do­ta­ta di un fon­da­men­to og­get­ti­vo. Tut­ta­via, te­nu­to con­to che al­tre in­ne­ga­bi­li in­tu­i­zio­ni han­no com­por­ta­to de­ci­si­vi pas­si a­van­ti nell´in­da­gi­ne ge­o­me­tri­ca, (cfr. ad es: il ca­pi­to­lo 7. Ar­chi­tet­tu­ra del­lo Shri Yantra), mi ri­ter­rei e­stre­ma­men­te gra­to per aver po­tu­to con­tri­bu­i­re an­che solo ad ot­ti­mizzarne vir­tual­men­te la re­a­liz­za­zio­ne.
Fer­mo re­stan­do che la na­tu­ra dei 5 Riti qua di­spiegata non ri­sen­tirebbe af­fat­to dell´uno o dell´al­tro caso.
So­prat­tut­to, fin­tan­to che i ri­sul­ta­ti ri­spon­do­no po­si­ti­va­men­te al con­ca­tenarsi di tali in­tu­i­zio­ni, che non sem­bra­no ca­sua­li, non pos­so che at­te­sta­re que­sto come un ul­te­rio­re pas­so avanti.
Un pas­so che su­pe­ra l´ir­rag­giun­gi­bi­le tra­guar­do del­la pre­ci­sio­ne nu­me­ri­ca, per as­sur­ge­re alla re­go­la di una ratio sa­cra­le in­trin­seca.

La controparte materiale

Potrebbe sem­pli­ce­mente sem­bra­re che sia an­da­to fu­o­ri tema; eppure se i 5 Riti mi han­no con­dot­to a tut­to que­sto un mo­ti­vo c'è. For­se que­sta ta­vo­la a­iu­te­rà a sta­bi­li­re una re­la­zio­ne tra il vi­si­bi­le e le “se­gre­te cose” a cui ri­vol­gia­mo i no­stri in­tenti.

Tra­dur­re dei ge­sti del cor­po in un po­te­re im­pal­pa­bi­le in gra­do di in­te­ra­gi­re po­si­ti­va­men­te - se tut­to que­sto ha un sen­so per chi mi legge - con la sfe­ra per­so­na­le, sia psi­co­so­ma­tica che e­si­sten­zia­le.
En­tra­re in un vor­ti­ce a­stra­le è un´e­spe­rien­za tra­vol­gen­te, che per­so­nal­men­te ho spe­ri­men­ta­ta e vi as­si­cu­ro che tra­scen­de ogni spie­ga­zio­ne, se non forse l´immaginare di trovarsi fisicamente al centro di una tromba d´aria, ma più intensa.
Ri­pro­dur­ne an­che solo una par­te in­fi­ni­te­si­ma­le, come di un do­sag­gio o­me­o­pa­ti­co nel­la quo­ti­dia­ni­tà, non po­trà che a­li­men­ta­re po­si­ti­va­men­te tut­to il no­stro es­se­re.
È una com­po­nen­te es­sen­zia­le che mi in­du­ce ad in­si­ste­re nel ri­pro­por­re il le­ga­me tra la pra­ti­ca bre­vi manu e la sua pro­ie­zio­ne e­ner­ge­ti­ca e ri­ge­ne­ra­ti­va; po­i­ché sta scrit­to nella Tavola di Smeraldo che «ciò che sta in alto è come ciò che sta in bas­so e ciò che è in basso è come ciò che è in alto, per com­pie­re le me­ra­vi­glie del­la Cosa U­ni­ca».

Ca­pi­re cosa si fa può a­iu­ta­re mol­to, an­che se non lo si vede.



Vo­glia­mo, per pura cu­rio­si­tà, sco­pri­re una pos­si­bi­le co­e­ren­za lo­gi­ca nel­la loro di­strubuzione?
bene, l´Aria (sot­tin­ten­de i gas) av­vol­ge tut­to dall´alto e dall´e­ster­no, per­me­an­do la cro­sta ter­re­stre. L´Ac­qua vi è con­te­nu­ta e di­scen­de alla ter­ra per a­zio­ne del Fu­o­co (che de­ter­mi­na cal­do o fred­do); la sua mas­sa, come ab­bia­mo già os­ser­va­to, si a­da­gia pa­ral­le­lamente alla ter­ra. La Ter­ra sta sot­to, rag­giun­ta più dal fu­o­co che dall´ac­qua nel­la par­te a noi nota. In­fi­ne il Fu­o­co ec­ci­ta l´aria, che lo a­li­men­ta, pro­vo­ca moti a­t­mo­sfe­ri­ci ed ondosi, vul­ca­ni, som­mo­vimenti si­smi­ci, è al cen­tro di tutto.
Come l´a­t­mo­sfe­ra ab­brac­cia ogni al­tro com­po­nen­te per va­sti­tà, così il fu­o­co è il più ri­dot­to dei quat­tro: non ha bi­so­gno di spa­zia­li­tà, dal mo­men­to che la fiam­mel­la di un ce­ri­no è in gra­do di pro­vo­ca­re il più spa­ven­to­so in­cen­dio, di­strut­ti­vo o pu­ri­fi­ca­to­re che deb­ba es­sere.
Se poi ten­tassimo di in­ver­ti­re l´at­tri­bu­zio­ne ad es: di Ac­qua e Ter­ra, nien­te fun­zio­nerebbe più; lo stes­so per Fu­o­co ed Aria, o Fu­o­co ed Ac­qua…
Vi è an­che una pre­ci­sa sim­me­tria nel­la di­stri­bu­zio­ne dei loro cer­chi cir­co­scrit­ti, una vol­ta cen­tra­ti: come Ac­qua ed Ter­ra sono i più vi­ci­ni, si e­qui­val­go­no qua­si a so­vrap­por­si (su c1), Aria e Fu­o­co si col­lo­ca­no pres­so le cer­chie au­ree op­po­ste c0 e c2, e­ster­na ed in­ter­na ai pri­mi due ed in­fat­ti la loro in­te­ra­zio­ne è di ec­ci­ta­zio­ne e­/o con­su­ma­zio­ne e­strema.

Per quan­to a­stru­sa pos­sa es­se­re con­si­de­ra­ta tale rap­pre­sen­ta­zio­ne, po­trem­mo im­ma­ginarne una più con­fa­cen­te alla co­smo­logica di­na­mi­ca de­gli e­le­men­ti?

Per­ché a que­sto pun­to non spez­za­re una lan­cia an­che per la di­men­sio­ne stret­ta­men­te fi­sio­lo­gi­ca, una co­e­ren­za di for­ma dei quat­tro mo­vi­men­ti di base? Nel mio trat­ta­to ne ho rav­vi­sa­to le fi­gu­re ai sim­bo­li zo­dia­ca­li cor­ri­spon­den­ti, e ad­di­rit­tu­ra agli i­de­o­gram­mi san­scri­ti che li rap­pre­sen­terebbero (que­sto sti­mo­la­vo il let­to­re a sco­prir­lo da sé, ma lo e­nun­cio qua, a­des­so ;).

Non mi ri­ma­ne quin­di che co­glie­re la sfi­da di una po­ten­zia­le ve­ro­si­mi­glian­za con i trian­go­li in e­sa­me; oc­correrà un po' di fan­ta­sia, ma con­fi­do che non ver­rà meno a chi mi ha se­gui­to pa­zien­te­men­te fin qua, so­prat­tut­to nell´ac­cet­ta­re i di­se­gni o­ri­gi­na­li de­gli anni '30 ri­mo­dellati tout co­urt.

Acqua
Fuoco
Aria
Terra

Qual­che con­to che non tor­na? o po­tre­ste di­spor­li di­ver­sa­men­te, con mag­gio­re suc­cesso?

E come al­tri­men­ti a­vrei po­tu­to tra­i­na­re la men­te di un nor­ma­le let­to­re in un am­bi­to di così to­ta­le a­stra­zio­ne? Qual­cu­no è sta­to ca­pa­ce di spiegarvi per­ché i 5 Riti fun­zio­na­no me­glio di qual­sia­si al­tra di­sci­pli­na? mol­te pa­le­stre se ne sono ap­pro­pria­te, ma solo per trar­ne van­tag­gio: 'Riti' e 'gin­na­sti­ca' sono con­cet­ti che non si in­con­tra­no in al­cun caso, tran­ne for­se… la gin­na­sti­ca men­ta­le che vi pro­pon­go qua ;).
Non è stra­no che nes­su­no ne co­no­sca mi­ni­ma­men­te l´o­ri­gi­ne, in un mon­do in cui da al­me­no un se­co­lo si pre­ten­de di sa­pe­re tut­to di tut­ti? ep­pu­re sono giun­ti alla luce solo 8 de­cen­ni or sono!



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